giovedì 31 maggio 2018

6 miti da sfatare sul Kefir di latte fatto in casa

Voglio fare chiarezza su almeno 6 miti da sfatare quando si produce in casa il Kefir di latte. E' necessario seguire indicazioni sperimentate in modo tale da evitare di rovinare i fermenti vivi e mandare a monte la produzione quotidiana. Quando si inizia l'avventura con il Kefir di latte tutto sembra semplice e lineare, ma dietro l'angolo c'è l'incognita che potrebbe far crollare ogni certezza sulle proprie capacità di portare avanti le manovre della gestione e cura dei fermenti vivi.

Puoi fugare i tuoi dubbi e rallegrarti della fortuna di conoscere il Kefir!

Continua a leggere!....


6 Miti da sfatare definitivamente:

  1. La forma dei fermenti vivi
  2. Il tempo di fermentazione
  3. Le calorie del Kefir
  4. La qualità del latte per fare il Kefir
  5. Il sapore del Kefir
  6. La contaminazione dei materiali
1) LA FORMA DEI FERMENTI VIVI
I fermenti vivi del Kefir sono organismi vivi e proprio per questo si evolvono e cambiano continuamente. A volte si uniscono in grossi agglomerati, altre volte diventano minuscoli puntini bianchi. Non si può fare niente per evitare il cambiamento della forma. La qualità dei fermenti vivi non dipende dalla forma. 

2) IL TEMPO DI FERMENTAZIONE
I fermenti vivi immersi nel latte iniziano subito a trasformarlo in ciò che dopo 24/30 ore potremo chiamare Kefir di latte. Nell'arco di una giornata intera avviene un grande e sostanziale cambiamento del latte. Interrompere la fermentazione prima delle 24 ore significa ottenere un composto misto al latte e per questo più liquido e dal sapore che ricorda il latte. Lasciare i fermenti nello stesso latte per più di 30 ore significa ottenere un Kefir maturo, con molto siero e poco composto da estrarre. L'invecchiamento dei fermenti vivi immersi nello stesso latte oltre il necessario, porta ad un cambiamento del sapore che diventa più aspro e frizzante.

3) LE CALORIE DEL KEFIR
Mangiare il Kefir di latte puro, senza aggiungere alcun tipo di dolcificante, apporta le stesse calorie del tipo di latte usato nella fermentazione. Ne più, ne meno.

4) LA QUALITA' DEL LATTE PER FARE IL KEFIR
I fermenti vivi agiscono e trasformano qualsiasi tipo di latte fino a quelli più acquosi...e anche con l'acqua! La migliore qualità del latte garantisce un Kefir dal sapore corposo quasi dolce e dalle proprietà benefiche più elevate. Il latte vaccino intero fresco pastorizzato UHT è sicuramente il top per i fermenti vivi. Simile al latte vaccino è il latte di capra, mentre tutti gli altri tipi di latte indeboliscono i fermenti in modo irreversibile, fino a farli deperire definitivamente in una produzione continuativa di almeno un mese. Si ottiene comunque un composto, ma non ci si può aspettare benefici sulla salute, quanto un semplice cibo derivato dal latte (formaggio fresco).

5) IL SAPORE DEL KEFIR
Il prodotto della fermentazione può essere quasi dolce o aspro in base a fattori diversi. Imparare a controllare tutti i fattori che concorrono al risultato più gradito è fondamentale nella produzione del Kefir di latte fatto in casa. Rimane imponderabile una normale oscillazione del sapore del Kefir, essendo creato da batteri vivi e curato da esseri umani (non macchine industriali). Un sapore poco gradevole del Kefir NON diminuisce la qualità organolettica del composto. Il Kefir aspro fa bene alla salute come quello dolce e amabile.

6) LA CONTAMINAZIONE DEI MATERIALI
Tutti gli arnesi utilizzati nella produzione del Kefir di latte devono essere puliti e privi di impurità. Evitare utensili in legno e ferro, senza mettere sotto accusa l'acciaio inox dei cucchiai e del colino. Il rischio di contaminazione è inesistente in una cucina mediamente pulita. Non occorre sterilizzare tutto ciò che viene in contatto con i fermenti vivi i quali reagiscono se lasciati troppo a lungo con lo stesso latte o se dimenticati addirittura a secco di latte! Le reazioni batteriche cambiano il colore dei fermenti vivi ed emanano un cattivo odore, quello tipico dei formaggi fermentati. I fermenti sono organismi viventi adattabili a quasi qualsiasi ambiente e materiale. Per questo esistono da tempo immemorabile, resistendo a condizioni igieniche primordiali.

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